LA REPUBBLICA DEI “DOMINI CONSORTES”….E L’ODIERNA LATITANZA DI MNEMOSINE !


 

La Memoria, ovvero la capacità di conservare informazioni è la serie di processi attraverso cui l’uomo è in grado di attualizzare impressioni, conoscenza, eventi passati. In particolar modo, la memoria storica e la memoria sociale, caratterizzano i processi e le scelte collettive. E’ già nella Grecia antica che si sviluppò il processo di divinizzazione della memoria incarnata nella dea Mnemosine : ella, richiamava negli uomini il ricordo degli eroi e delle loro grandi gesta, era un dono per iniziati e la Reminiscenza era l’antidoto all’oblio. Ma oltre alla divinizzazione, nacque anche la figura del “testimone” ovvero un individuo che custodisce il ricordo del passato in vista di una decisione di giustizia, l’esperienza passata che viene in ausilio delle scelte presenti ed attuali. Quando tutti acquisiscono la consapevolezza, la conoscenza e la coscienza del passato, tutti diventano a loro voltatestimoni operanti nelle scelte presenti.

E’ a tale proposito che propongo di ripercorrere uno dei periodi più elevati, importanti, singolari e felici della storia di Boville Ernica o meglio di Bauco come allora si chiamava, il periodo che corre dal gennaio 1204, fino  ai primi anni del 1600: la Bauco dei “Domini consortes” (o condomini partecipes)

In questi che erano gli anni ancora difficili, pericolosi e pieni di insidie del Basso Medioevo,

erano due le entità politiche dominanti : l’Impero romano-germanico con la corona imperiale detenuta dalla casa di Svevia della Germania e la Chiesa cattolico-romana, nel cui territorio si trovava Bauco, compresa nella provincia di Campagna. Era l’epoca della lotta alle investiture, della IV crociata, del pontificato di Innocenzo III, il primo della serie di papi anagnini. Proprio nel 1204 a Casamari veniva posata la prima pietra della grande abbazia, quel gioiello che ancor oggi ammiriamo con le sue possenti ma agili strutture dell’architettura gotico cistercense. A Montecassino la meraviglia fatta realizzare dall’abate Desiderio, l’abbazia della seconda ricostruzione, era ancora visibile in tutto il suo splendore dei portali a mosaico con tessere d’oro di gusto bizantino, meraviglia che durò fino al terremoto del 1350. Federico II aveva appena dieci anni ed era già orfano ma re di Sicilia, mentre Francesco da Assisi poco più che ventenne stava per ricevere la sua vocazione.

E Bauco ? Bauco era già incastellata, aveva le sue mura di difesa con le 18 torri e vigili sentinelle che, per l’incolumità di tutta la popolazione, vassalli, valvassori o valvassini che essi fossero, vi montavano dei rigidi turni di guardia, mentre le donne, in casa, cucinavano, ricamavano e pregavano il santo patrono Pietro Ispano. Dall’alto dei 450 metri s.l.m, non era difficile controllare tutte le valli e colline limitrofe ed avvistare eventuali transiti di piccoli eserciti o di truppe di scalmanati che non mancavano mai. A guidare la spinta contro lo stato pontificio era il generale Konrad Von Marley, insediatosi nelle rocche delle vicine Sora ed Arce. Ma la marcia d’avvicinamento non sfuggì alle sentinelle baucane. Avvistati i nemici, una volta radunato, il popolo di Bauco, unito e compatto, riuscì da solo, a fermare e contrastare le potenti truppe germaniche impedendo la loro avanzata verso il Patrimonio di S. Pietro. Il papa Innocenzo III riconoscente di ciò, fece a Bauco un grandissimo dono : l’ autonomia amministrativa e giudiziaria, che, traducendo ed attualizzando in termini semplici e pratici, significava che gran parte delle risorse  economiche locali non andavano a Roma ma rimanevano a Bauco. Ma l’astuto papa, che sapeva bene che l’autonomia è una cosa sì bella, ma difficile da gestire e da sottrarre alle insidie e soprusi dei prepotenti, studiò e impose anche il meccanismo di gestione di questa autonomia : il governo sarebbe stato affidato a turno ad un esponente delle dodici famiglie nobili del luogo, ma con turni di soli 9 mesi. Ciò voleva dire che un signore una volta terminato il suo turno di staffetta, doveva pazientemente aspettare quasi 9 anni prima di poter riprendere di nuovo il comando, 9 anni duranti i quali doveva comunque continuare a collaborare e combattere accanto alle altre famiglie per fare quell’unione che costituiva l’unica forza in grado di dare pace, sicurezza e la potenza necessaria a respingere gli attacchi esterni che nel medioevo certo abbondavano ! Questo sistema amministrativo, che oggi ci appare teorico ed inapplicabile, i nostri antenati seppero metterlo saggiamente in pratica con rispetto reciproco e della norma pontificia, tanto che andò avanti per più di quattro secoli. Quattrocento anni di pace, prosperità, ricchezza i cui segni sono ancor oggi materializzati nell’attuale centro storico, arricchito da palazzi, monumenti, chiese, cappelle, opere d’arte dei personaggi illustri che qui sono nati  ed hanno vissuto e che ora costituiscono il nostro prezioso ed ineguagliabile patrimonio culturale.   Quattrocento anni in cui i baucani poterono dedicarsi anche all’architettura, all’arte, alla poesia, all’accademia letteraria, a tutte le arti di tutte le 9 muse, figlie di Mnemosine.

Il grande storiografo e medievalista francese, Jacques Le Goff, scrive “la memoria, alla quale attinge la storia, che a sua volta la alimenta, mira a salvare il passato soltanto per servire al presente e al futuro

Paola D’Arpino
03 02 2010

Immagini

1)    Mnemosine –  Dante Gabriel Rossetti
2)    Guidoriccio da Fogliano – Simone Martini
3)    Boville Ernica     (foto tratta da : Boville Ernica.   Storia, arte, tradizioni.  Passeggiate tematiche – Paola   D’Arpino)
4)    Archi nei vicoli di Boville Ernica – (Foto archivio  Dott. Arch. Paola D’Arpino)
5)   Santo francescano – Affresco nella chiesa di S. Francesco di Boville Ernica – (Foto archivio Dott. Arch. Paola   D’Arpino)

Bibliografia

1)    Geschichte der Hohenstaufen und ihrer Zeit – Friedrich von Raumer

2)    Boville Ernica. Storia, arte, tradizioni. Passeggiate tematiche – Paola D’Arpino

Annunci

Informazioni su Paola D'Arpino

Architetto Laureata alla I Facoltà di ARCHITETTURA "L.Quaroni" dell'Università degli Studi “La Sapienza” di Roma nel 2005, V.O. indirizzo STRUTTURALE. Tesi "Progetto di Parco Pubblico Urbano ed Impianti Sportivi nell'area della stazione Prenestina di Roma". ( relatori : prof arch. Lucio Valerio Barbera, prof arch. Fabio Di Carlo). Ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione nel 2006. Svolge l'attività di Architetto libero professionista dal 2007, fondando lo Studio D'Arpino. Ha partecipato a seminari, workshop, master e concorsi di progettazione, tra cui "Master in progettazione di Impianti Sportivi" presso La Sapienza & partners, 2010. Nel 2005 ha preso parte a Firenze alla mostra " Script Terragni Futuro " "Spot on Schools", nel 2006 ha esposto alla mostra "Terragni Futuro" presso la sede dell'Ordine degli Architetti di Roma. Nel 2011 e 2010 ha curato mostre fotografiche svoltesi nell'ambito della Settimana della Cultura. Nel giugno 2011 ha esposto i suoi progetti alla “Mostra tesi di laurea” – Frosinone “Villa Comunale” – Ordine degli Architetti della Provincia di Frosinone – Dipartimento Cultura L' attività del suo Studio Professionale si svolge nei settori de : Restauro e ristrutturazioni di edifici storici, impianti sportivi, edilizia pubblica e privata, residenziale e commerciale, progettazione e sviluppo di sistemi per la sostenibilità ed in particolare di impianti fotovoltaici . Dal 2012 è iscritta all'Albo dei Consulenti Tecnici di Ufficio (CTU) del Tribunale di Frosinone. Agli aspetti progettuali e alle pratiche del web grafic-visual design, ha sempre unito una costante ricerca bibliografica, teorica e critica, una attenzione particolare all'Arte, allo studio dell'Interazione Città-Uomo-Ambiente e alle connessioni tra comunicazione, aspetti sociali ed ambiti urbani. Ha pubblicato articoli, scritti e progetti, legati anche al suo territorio.E' presidente dell'Associazione Xenia, che da circa 15 anni si occupa di cultura e turismo culturale nella provincia di Frosinone.
Questa voce è stata pubblicata in Ambiente, Arte, Cultura, Frosinone, Home, News, Storia, Turismo, Uomini illustri, Urbanistica ed Architettura e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a LA REPUBBLICA DEI “DOMINI CONSORTES”….E L’ODIERNA LATITANZA DI MNEMOSINE !

  1. Pingback: -Ciociaria- quanto ci piace il nostro nome ? | Culturafrusinate

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...